Come si coltivano i pomodori

Pomodori

Il pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, il peperone e la melanzana. È una pianta originaria delle regioni tropicali dell’America centro-meridionale, probabilmente del Perù. Il pomodoro è una pianta a ciclo annuale: essendo originario di climi caldi, è una cultura tipicamente estiva. La parte che viene utilizzata è il frutto, in botanica detto “bacca”, che può avere forme molto diverse a seconda della varietà. L’introduzione del pomodoro in Europa, dove è stato portato degli spagnoli, risale alla metà del Cinquecento.

Terreno e clima

Il pomodoro richiede per la sua crescita un terreno preparato con molta cura, innanzitutto in autunno bisogna effettuare una buona aratura abbastanza profonda, a 30-40 cm circa. Qualora fossero presenti sul terreno i residui della coltivazione precedente, occorre interrarli alla fine dell’estate, contemporaneamente all’aratura. Prima di eseguire la semina in pieno campo o il trapianto, è necessario effettuare i lavori di affinamento del terreno tramite un’erpicatura (le zolle devono essere molto ben sminuzzate e la superficie del suolo deve risultare pareggiata). Il pomodoro, germina normalmente da 5 a 8 giorni dopo la semina, la temperatura ottimale per la germinazione è di circa 20 °C, con un minimo di 18 °C. Le condizioni ottimali per le fasi successive della crescita variano da 22-25 °C, durante il giorno, a 16-18 °C durante la notte. In ogni caso, se la temperatura scende al di sotto dei 10 °C, i pomodori arrestano la crescita, per poi riprenderla quando la temperatura risale.

Come seminare i pomodori

 La semina normalmente avviene in ambiente protetto alla fine dell’inverno, febbraio-marzo. Questo sia perché i pomodori non tollerano il freddo, sia per favorire la loro germinazione che deve avvenire a temperature piuttosto elevate. L’ambiente ideale per la semina è una serra calda, dove la temperatura interna viene mantenuta intorno ai 20 °C. Se non disponiamo di una serra , si può utilizzare un cassone ricoperto da un vetro o da un telo di plastica, all’interno del quale viene disposto uno strato di letame, o compost, e uno strato di terriccio. La fermentazione prodotta dalla decomposizione di questi materiali organici mantiene una temperatura elevata all’interno del cassone. Questo metodo viene perciò chiamato “letto caldo”.  

Per quanto riguarda la disposizione in campo, bisogna tracciare delle file distanti 60 – 70 cm, lungo le quali scavare delle buchette, a 30 – 40 cm l’una dall’altra. In ogni buchetta vanno collocati 2-3 semi.           

Potatura e sfemminellatura  del pomodoro

La potatura dei pomodori è indispensabile al fine di poter realizzare una coltivazione produttiva. Chi possiede una coltivazione di pomodori deve assolutamente sapere che un’eccessiva crescita delle piante toglie forza alla pianta, riducendo quindi due caratteristiche fondamentali: la quantità e qualità dei pomodori stessi.

La cimatura dei pomodori, consistete semplicemente nel tagliare la cima della pianta, si parte dalla parte centrale della pianta per arrivare poi a recidere la parte superiore della pianta fino all’attaccatura delle foglie finali. È importante sottolineare che questa tecnica deve essere effettuata solamente sulle piante che hanno raggiunto un’altezza consistente, di fatto la cimatura dei pomodori si realizza anche per non fare crescere eccessivamente le piante in altezza. Per questo motivo la cimatura si effettua soprattutto sulle varietà definite rampicanti, poiché raggiungono altezze notevoli (ad esempio datterino, ciliegino ecc ) .

Oltre alla cimatura, esiste un’altra tecnica di potatura dei pomodori, chiamata scacchiatura o anche conosciuta e chiamata sfemminellatura. Questa tecnica di potatura consiste nel togliere i germogli che si trovano all’ascella fogliare ( questo punto si trova tra l’intersezione del fusto principale della pianta di pomodoro e le branchie secondarie).La scacchiatura  va effettuato solo sulle ramificazioni che hanno raggiunto almeno i 4 cm di lunghezza,  è possibile rimuoverle anche solo con le mani, senza l’utilizzo di forbici o differenti strumenti a patto che non sia cresciuta troppo.

sfemminellatura

La scacchiatura permette di avere una pianta di pomodori con un fusto centrale spesso, grosso che tende a svilupparsi verticalmente, grazie a questa tecnica si evita che l’energia si perda altrove.  La scacchiatura va fatta  durante tutto il ciclo vegetativo, e  non si può effettuare in tutte le varietà di pomodori, ma solo in alcune, infatti è opportuno in tutte le piante considerate indeterminate, le piante di questo tipo sono quelle che hanno una crescita notevole e producono di conseguenza molta vegetazione.

Ogni quanto innaffiare i pomodori

Se ti stai chiedendo ogni quanto innaffiare i pomodori, questo è il momento giusto per farlo. L’irrigazione del terreno, infatti, va eseguita prima di tutto all’atto del trapianto. È forse questo uno dei momenti più importanti in cui irrigare il nostro orto. Farlo significa favorire l’attecchimento delle radici al suolo e quindi una maggiore probabilità di crescita della pianta.

L’irrigazione deve essere poi proseguita, con quantità moderate, a turni ravvicinati finché le piantine non abbiano ben attecchito: al massimo 2-3 giorni di distanza. In seguito, durante l’estate, occorre innaffiare con regolarità, specialmente durante i periodi siccitosi. È sempre preferibile intervenire spesso, distribuendo piccole dosi di acqua, piuttosto che innaffiare abbondantemente lasciando passare intervalli lunghi di tempo tra un intervento e l’altro.

Bisogna ricordare, inoltre, che è preferibile distribuire l’acqua sul terreno tra le file di pomodori. Occorre infatti evitare di bagnare le piante e in particolare i frutti, specialmente durante le ore più calde della giornata poiché le goccioline d’acqua che rimangono sopra di essi fanno da lente di ingrandimento e concentrano i raggi del sole sulla buccia: questo provoca così delle gravi ustioni ai frutti. Inoltre, un eccesso di umidità sulla pianta favorisce l’insorgere di marciumi.

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